Le vele per ZenZero sono state scelte seguendo innazi tutto i consigli del velaio, in seguito rispettando le limitazioni e gli
obblighi posti dal regolamento di regata della Transquadra, dai regolamenti ISAF e dalle stazze IRC e monotipo Pogo 8.50.
Quest'ultima non è obbligatoria per la Transquadra, ma ne ho tenuto conto per poter partecipare alle regate di soli Pogo (quali la GascoPogo, fatta in maggio 2008 e la Atlantic Pogo prevista in
agosto 2008).
Il guardaroba consiste in due giochi di vele: crociera e regata, per quanto riguarda vele di prua inferite e randa, mentre gli spi sono 4 (2 simmetrici e 2 asimmetrici) usati indifferentemente in regata o in crociera, ma per la Transquadra ne ho dovuto lasciare a casa uno, essendone ammessi solo 3.
Genova e randa da crociera in Dacron con ferzi orizzontali sono senza storia particolare, tranne una debolezza intorno agli occhielli dei grilli dei canestrelli della randa, che a mano a mano hanno dovuto essere ricuciti tutti sostituendo pure i grilli di plastica con degli elastici.
Vele utilizzate per la Transquadra> Randa : 24.6mq - Dacron HP Square pentex - 280 g - ferzi orizzontali - 3 mani di terzaroli - base inferita - canestrelli > Genova avvolgibile - 28.5 mq - Mylar 260 g - triradiale > Fiocco : 10.6 mq - Dacron - 280 g - ferzi orizzontali > Tormentina: 5 mq - 340 g - ferzi orizzontali - polyester arancione fluorescente TMT - ferzi orizzontali (obbligatoria, mai usata) > Spi leggero simmetrico : triradiale - 72 mq - grammatura 45 > Spi pesante simmetrico : triradiale - 63.2 mq - grammatura 65 > Spi pesante asimmetrico : triradiale - 63.2 mq - grammatura 65 Nota: le vele non possono essere cambiate fra una tappa e l'altra della Transquadra Randa
Forma Sempre più si vedono rande a testa quadra (square head main sails) full batten, anche sui Pogo, ma ho preferito rinunciarvi, perché il progetto del Pogo non è nato per questo tipo di randa, e vi sono troppi difetti a mio avviso nella soluzione studiata per adattare la barca a questa forma di vela. Queste rande hanno maggior superficie, in particolare in alto, e danno senz'altro un vantaggio con poco vento, ma l'installazione di un doppio patarazzo, e la minor stabilità dell'attrezzatura con forte vento e in caso di strambata intempestiva, mi lasciano dubbiosa su questa scelta per i Pogo.
Nota: Nessun Pogo aveva un vela square head per la Transquadra.
Diverse barche hanno abbandonato la prima tappa della Transquadra per la rottura della randa: impossibilità di ricucire? incapacità? mancanza di motivazione o di materiale adatto? Non lo
so, ma ZenZero se l'è cavata con 1 giorno perso, 12 ore di cucito e qualche danno alle mani, ma ce l'ha fatta senza aiuto esterno, per cui la scelta del Dacron è stata quella giusta.
E' fondamentale sostituire i grilli di plastica con elastici che assorbono meglio gli sforzi, ammortizzandoli e evitando lo strappo del tessuto. Malgrado il punto debole degli occhielli (risolvibile con la cucitura) è preferibile una randa con i canestrelli anziché un gratile inferito: in caso di strappo se la randa è inferita ben difficilmente si può riparare senza aggiungere uno spessore che impedirebbe lo scorrimento nella canalina. Dall'inizio avrei voluto una randa con base a bordo libero, ma ci dev'essere stato un malinteso con il velaio che me ne ha fornita una (due) inferita nel boma. Il boma libero facilita le manovre di emergenza: con uno stroppo intorno al boma si risolvono molti problemi, e in ogni caso la randa si regola meglio.
L'avaria subita alla randa mi ha costretta a tagliare la base della randa per poterla disarmare, mio
malgrado mi sono ritrovata ad avere la randa che avevo sempre sognato ;-) GenovaLa scelta di un Genova avvolgibile è stata dettata dal programma di navigazione in solitario. Non me ne sono mai pentita! Ma non navigo mai con il Genova arrotolato, per il cattivo rendimento della vela e per non rovinarla; preferisco ridurre la randa e, quando necessario (oltre i 25 nodi), passare direttamente al fiocco. Tutto sommato credo che la scelta del Genova non sia stata delle migliori, molte altre barche partecipanti alla Transquadra hanno un Solent, più piccolo, quindi con un rating migliore, più performante di bolina con vento sostenuto, e, poiché il Genova con vento portante non si usa (molto), più adatto al programma, che non prevede molte vie di mezzo fra bolina e gran lasco. Fiocco e tormentinaAmbedue sono obbligatori per regolamento ISAF, con superficie massima imposta. Il fiocco, armato sullo stralletto quale trinchetta, è sufficientemente grande per assicurare una bolina accettabile oltre i 25 nodi. La tormentina non l'ho mai utilizzata. SpiPurtroppo per rispettare il bando di regata ho dovuto lasciare a casa uno spi, ed ho rinuciato al gennaker leggero (quello giallo-grigio nella foto a lato), considerando che, soprattutto nella seconda tappa, dovremmo avere molto più frequentemente vento di gran lasco - poppa che non di traverso-lasco, per cui lo spi simmetrico sarà più adatto ( da 100° a 180° di vento apparente) che non l'assimetrico (da 80° a 120°), e che fra i due gennaker a disposizione quello piccolo, che ho scelto, è più maneggevole, e maggiormente utilizzabile con vento fino a 30 nodi.
La scelta, per quanto riguarda la prima tappa, non è stata delle migliori, infatti quando il bordo avrebbe permesso l'uso del gennaker c'è sempre stato pochissimo vento.....
In quanto alla strambata, ho deciso, per sicurezza, di non farla al largo in solitario, se non in condizioni particolarmente leggere: preferisco ammainare e rialzare lo spi, cambiando anche la drizza, e, con la calza la manovra dura davvero pochissimi minuti. Ne approfitto così per controllare lo stato di drizza, bracci e penna: su una traversata atlantica non si eseguono virate di poppa ogni quarto d'ora... ma ad un ritmo che ben si concilia con la necessità dei controlli dell'usura delle attrezzature. Ho deciso di dotare i due spi simmetrici di una calza, un po' a malincuore perché poco elegante (pur se le ha inventate Tabarly...), ma abbastanza convinta per la semplicità e velocità di manovra ed il ridotto rischio di caramelle o spi in acqua in fase di ammainata, e soprattutto in previsione della seconda tappa. Infatti dovremo attraversare zone di groppi, a volte violenti, in cui il vento aumenta repentinamente, per poi calare pochi minuti dopo non appena il groppo è passato; giorni interi in cui si deve essere pronti ad ammainare immediatamente lo spi, per rialzarlo quasi subito. Immagino che il primo giorno, presi dall'entusiasmo, si ammaina e rialza lo spi anche 20 volte di seguito, il secondo giorno si comincia ad avere un po' di crampi e si riduce il ritmo, il terzo giorno si mette il Genova tangonato e si va sotto a dormire... con la calza posso sperare di essere maggiormente motivata a manovrare lo spi anche per più giorni di seguito.... Una calza l'avevo presa in Francia del mio velaio, e si è rivelata inadeguata: la cimetta del circuito, oltre ad essere troppo corta per manovrare la calza dalla mia posizione sulla scaletta, si aggroviglia formando volte che ne impediscono lo scorrimento. Ho eliminato la calza al primo tentativo (le prove prima della partenza erano andate bene ma c'era nettamente meno vento). L'altra l'ho ordinata negli USA (ATN), ed è meravigliosamente efficace. La cimetta è morbida e lunga a sufficienza per armarla come desidero. Per la seconda tappa ho ordinato al velaio di Funchal di sostituire la cimetta della calza francese prendendo esempio da quella americana, dovrebbero risolversi i problemi.
Nota1: la stazza Pogo 8.50 per le regate in monotipo richiede di scegliere fra spi simmetrici e spi asimmetrici, per un massimo di 3.
Nota 2: alcuni Pogo hanno tagliato il bompresso a lunghezza pari a quella del tangone (conta la sporgenza dal dritto di prua) per non essere penalizzati in coefficiente IRC. Nota 3: diversi partecipanti alla Transquadra, pur se non la maggioranza, hanno calze per gli spi, anche equipaggi in doppio. |
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Ormai anche le biciclette sono munite di un GPS cartografico... E' obbligatorio , secondo le norme ISAF, avere un GPS a bordo, a questo punto conviene avere pure la cartografia
(anche perché è quasi impossibile trovare oggi strumenti fissi senza questa funzione). Il mio GPS fisso è un
Lo Yacht Club del Mare di Lugano,
uno dei miei numerosi club di appartenenza, invita i soci, gli amici e tutti gli interessati, ad un aperitivo condito con i racconti delle navigazioni dell'estate appena trascorsa da parte di
alcuni soci, al quale mi è stato chiesto di portare la mia esperienza della prima tappa della Transquadra.