Vele utilizzate per la Transquadra
> Randa : 24.6mq - Dacron HP Square pentex - 280 g - ferzi orizzontali - 3 mani di terzaroli - base inferita - canestrelli
> Genova avvolgibile - 28.5 mq - Mylar 260 g - triradiale
> Fiocco : 10.6 mq - Dacron - 280 g - ferzi orizzontali
> Tormentina: 5 mq - 340 g - ferzi orizzontali - polyester arancione fluorescente TMT - ferzi orizzontali (obbligatoria, mai usata)
> Spi leggero simmetrico : triradiale - 72 mq - grammatura 45
> Spi pesante simmetrico : triradiale - 63.2 mq - grammatura 65
> Spi pesante asimmetrico : triradiale - 63.2 mq - grammatura 65
Nota: le vele non possono essere cambiate fra una tappa e l'altra della Transquadra
Randa
Forma
Secondo il regolamento di monotipia Pogo 8.50 è obbligatoria la randa triangolare e senza stecche forzate, mentre la scelta del tessuto è libera.
Sempre più si vedono rande a testa quadra (square head main sails) full batten, anche sui Pogo, ma ho preferito rinunciarvi, perché il progetto del Pogo non è nato per questo tipo di
randa, e vi sono troppi difetti a mio avviso nella soluzione studiata per adattare la barca a questa forma di vela. Queste rande hanno maggior superficie, in particolare in alto, e danno
senz'altro un vantaggio con poco vento, ma l'installazione di un doppio patarazzo, e la minor stabilità dell'attrezzatura con forte vento e in caso di strambata intempestiva, mi lasciano
dubbiosa su questa scelta per i Pogo.
Nota: Nessun Pogo aveva un vela square head per la Transquadra.
Tessuto Il buon vecchio Dacron è forse meno performante e più pesante rispetto ai vari tessuti esotici che vengono proposti per vele da regata, ma è sicuramente più duraturo, ciò
che su una traversata atlantica (e ritorno) è fondamentale, e soprattutto si può ricucire, contrariamente ad altri tessuti.
Diverse barche hanno abbandonato la prima tappa della Transquadra per la rottura della randa: impossibilità di ricucire? incapacità? mancanza di motivazione o di materiale adatto? Non lo
so, ma ZenZero se l'è cavata con 1 giorno perso, 12 ore di cucito e qualche danno alle mani, ma ce l'ha fatta senza aiuto esterno, per cui la scelta del Dacron è stata quella giusta.
Dettagli Come sulla randa da crociera, gli occhielli dei canestrelli hanno cominciato a strapparsi abbastanza presto.
E' fondamentale sostituire i grilli di plastica con elastici che assorbono meglio gli sforzi, ammortizzandoli e evitando lo strappo del tessuto.
Li avevo sostituiti in parte prima della partenza, purtroppo ho seguito il consiglio del velaio che mi ha assicurato che in alto (sopra la 3° mano) non erano necessari. Invece proprio lì
sono indispensabili! Come è indispensabile che gli occhielli siano cuciti e non semplicemente inseriti a pressione. (Devo imparare ad avere piû fiducia nelle mie idee, e a non ascoltare
troppo gli altri...)
Malgrado il punto debole degli occhielli (risolvibile con la cucitura) è preferibile una randa con i canestrelli anziché un gratile inferito: in caso di strappo se la randa è
inferita ben difficilmente si può riparare senza aggiungere uno spessore che impedirebbe lo scorrimento nella canalina.
Dall'inizio avrei voluto una randa con base a bordo libero, ma ci dev'essere stato un malinteso con il velaio che me ne ha fornita una (due) inferita nel boma. Il boma libero
facilita le manovre di emergenza: con uno stroppo intorno al boma si risolvono molti problemi, e in ogni caso la randa si regola meglio.
L'avaria subita alla randa mi ha costretta a tagliare la base della randa per poterla disarmare, mio
malgrado mi sono ritrovata ad avere la randa che avevo sempre sognato ;-)
Ora ho chiesto al velaio di Funchal di riparare la randa lasciando la base non inferita: in fondo non tutti i mali vengono per nuocere!
Genova
La scelta di un Genova avvolgibile è stata dettata dal programma di navigazione in solitario. Non me ne sono mai pentita! Ma non navigo mai con il Genova arrotolato, per il cattivo
rendimento della vela e per non rovinarla; preferisco ridurre la randa e, quando necessario (oltre i 25 nodi), passare direttamente al fiocco.
Tutto sommato credo che la scelta del Genova non sia stata delle migliori, molte altre barche partecipanti alla Transquadra hanno un Solent, più piccolo, quindi con un rating migliore,
più performante di bolina con vento sostenuto, e, poiché il Genova con vento portante non si usa (molto), più adatto al programma, che non prevede molte vie di mezzo fra bolina e gran
lasco.
Fiocco e tormentina
Ambedue sono obbligatori per regolamento ISAF, con superficie massima imposta.
Il fiocco, armato sullo stralletto quale trinchetta, è sufficientemente grande per assicurare una bolina accettabile oltre i 25 nodi.
La tormentina non l'ho mai utilizzata.
Spi
Purtroppo per rispettare il bando di regata ho dovuto lasciare a casa uno spi, ed ho rinuciato al gennaker leggero (quello giallo-grigio nella foto a lato), considerando che, soprattutto
nella seconda tappa, dovremmo avere molto più frequentemente vento di gran lasco - poppa che non di traverso-lasco, per cui lo spi simmetrico sarà più adatto ( da 100° a 180° di
vento apparente) che non l'assimetrico (da 80° a 120°), e che fra i due gennaker a disposizione quello piccolo, che ho scelto, è più maneggevole, e maggiormente utilizzabile con vento
fino a 30 nodi.
La scelta, per quanto riguarda la prima tappa, non è stata delle migliori, infatti quando il bordo avrebbe permesso l'uso del gennaker c'è sempre stato pochissimo vento.....
Il gennaker richiede l'uso del bompresso, attrezzatura che penalizza molto il coefficiente di stazza IRC. Poiché avevo deciso di mantenere il bompresso e pagare in coefficiente IRC, avrei
fatto meglio a sfruttarlo maggiormente con un gennaker più grande, pur se probabilmente non avrebbe influito granché sul risultato, ma sicuramente avrei sofferto meno nelle
piatte.
Calza
L'uso della calza su una barca piccola non è molto diffuso. Innanzi tutto perché non è indispensabile, neppure in solitario, in seguito perché vi sono effettivi problemi in strambata,
infine perché normalmente si manovra la calza da una posizione davanti all'albero, sbilanciando inopportunamente la barca. Il trucco per aprire o chiudere la calza dalla mia posizione di
manovra (sulla scaletta per evitare un assetto sconveniente della barca, ed essere a portata di winch, stopper e quant'altro) sta nel rinviare la cimetta del va e vieni della calza dalle
lande delle sartie al pozzetto con una pastecca.
In quanto alla strambata, ho deciso, per sicurezza, di non farla al largo in solitario, se non in condizioni particolarmente leggere: preferisco ammainare e rialzare lo spi, cambiando
anche la drizza, e, con la calza la manovra dura davvero pochissimi minuti.
Ne approfitto così per controllare lo stato di drizza, bracci e penna: su una traversata atlantica non si eseguono virate di poppa ogni quarto d'ora... ma ad un ritmo che ben si concilia
con la necessità dei controlli dell'usura delle attrezzature.
Ho deciso di dotare i due spi simmetrici di una calza, un po' a malincuore perché poco elegante (pur se le ha inventate Tabarly...), ma abbastanza convinta per la semplicità e velocità di
manovra ed il ridotto rischio di caramelle o spi in acqua in fase di ammainata, e soprattutto in previsione della seconda tappa.
Infatti dovremo attraversare zone di groppi, a volte violenti, in cui il vento aumenta repentinamente, per poi calare pochi minuti dopo non appena il groppo è passato; giorni interi in
cui si deve essere pronti ad ammainare immediatamente lo spi, per rialzarlo quasi subito. Immagino che il primo giorno, presi dall'entusiasmo, si ammaina e rialza lo spi anche 20 volte di
seguito, il secondo giorno si comincia ad avere un po' di crampi e si riduce il ritmo, il terzo giorno si mette il Genova tangonato e si va sotto a dormire... con la calza posso sperare
di essere maggiormente motivata a manovrare lo spi anche per più giorni di seguito....
Una calza l'avevo presa in Francia del mio velaio, e si è rivelata inadeguata: la cimetta del circuito, oltre ad essere troppo corta per manovrare la calza dalla mia posizione sulla
scaletta, si aggroviglia formando volte che ne impediscono lo scorrimento. Ho eliminato la calza al primo tentativo (le prove prima della partenza erano andate bene ma c'era nettamente
meno vento).
L'altra l'ho ordinata negli USA (ATN), ed è meravigliosamente efficace. La cimetta è morbida e lunga a sufficienza per armarla come
desidero. Per la seconda tappa ho ordinato al velaio di Funchal di sostituire la cimetta della calza francese prendendo esempio da quella americana, dovrebbero risolversi i problemi.
Nota1: la stazza Pogo 8.50 per le regate in monotipo richiede di scegliere fra spi simmetrici e spi asimmetrici, per un massimo di 3.
Nota 2: alcuni Pogo hanno tagliato il bompresso a lunghezza pari a quella del tangone (conta la sporgenza dal dritto di prua) per non essere penalizzati in coefficiente IRC.
Nota 3: diversi partecipanti alla Transquadra, pur se non la maggioranza, hanno calze per gli spi, anche equipaggi in doppio.
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